Artists development programme

2017

 

La serie di lavori presentata dall’artista in Lussemburgo nasce da un’analisi del territorio di questa regione, in particolare dalla relazione tra la zona mineraria verso il confine francese e il Mosella, il quale segna il confine con la Germania.

I tre lavori esposti, orientandosi sulle due direzioni verso i confini del paese, estendono loro stessi oltre lo spazio espositivo, costruendo un sentiero che guida il fruitore dalla “terra del ferro” verso Est, dove scorrono le acque del fiume, trasformando così il concetto di “oltremare” elaborato da Giovanni Anselmo, nella destinazione di un pellegrinaggio, un luogo dove depositare memoria di noi stessi.

Un percorso che inizialmente diventa terreno di scontro tra i materiali naturali, metafore dell’essere primordiale e culturale dell’uomo, e il ferro, concretizzandosi in un “ scontro di direzioni” dove due scalpelli di metallo arrugginito creano una crepa che si sviluppa verso le miniere a sud-ovest, rompendo l’orientamento della pietra che indica la direzione per il Mosella (tit: Quando il ferro rompe la direzione), e parallelamente in una sezione di un tronco tagliato, steso ad indicare la stessa direzione della pietra, e su cui, come fosse muschio, la ruggine sembra corroderne il lato orientato verso le “terre rosse”(tit: Muschio).

Un contrasto che si dissolve nell’ultimo lavoro (tit: Il fiume dipinge se stesso lavandomi dalla terra rossa), un foglio di carta appeso sulla parete Est dello spazio, che l’artista, dopo averne cosparso la superficie con un pigmento estratto direttamente dalla terra presente nella zona mineraria lussemburghese, ha poggiato sulla superficie dell’acqua del Mosella, in modo da permettere al fiume di dipingere se stesso.

 

In questa dialettica alchemica gli elementi trascendono dall’essere materia, diventano direzioni, spazio ed allegorie dell’essere umano.