Monumento alla Memoria dei deportati fiorentini dal binario 16

 2013

 

In seguito è riportato il discorso di Nicola Rossini tenutosi l'8 Novembre 2013 durante l'inaugurazione del monumento:

 

"Salve a tutti, vi ringrazio innanzitutto di essere qua. Inizio col dire che nel momento in cui ho deciso di partecipare a questo concorso ho capito che questo mi legava inevitabilmente a delle responsabilità verso le vittime della deportazione dal binario sedici in quella notte di novembre del 43, la responsabilità della memoria.

 

Nell'elaborazione del progetto mi sono posto come obbiettivo quello di creare un'opera che riuscisse a rendere un concetto molto complicato, il più intuitivo possibile e di forte impatto emotivo.

Dunque ho escluso possibili simbologie per rendere la lettura del progetto semplice ed immediata, ponendo come unico scopo della materia quello di far trasparire il dolore derivante da una profonda ferita.

 

Il progetto consiste in uno scontro tra due diversi materiali, il primo è la pietra giallo sahara, che viene cavata ai confini egiziani con Israele.

Questa, secondo la mia concezione, diventa metafora del terreno che il popolo ebraico ha calpestato durante il suo esodo, e dunque ho dato il compito a questa pietra di incarnare l'animus del popolo ebraico.

Il blocco viene irrimediabilmente frantumato da un elemento metallico.

Come si può dedurre questo diventa il tragico simbolo degli eventi, in particolare la deportazione dal binario sedici, che colpirono il polo ebraico nella prima metà del 900.

 

L'intera opera è posizionata su delle rotaie, che in questa dinamica diventano delle silenziose testimoni del drammatico avvenimento a cui assistette il binario sedici in quella notte.

 

Da questo scontro, o meglio aggressione, emerge quella che io amo definire poetica della ruggine.

La ruggine in questo caso assume la connotazione di patina del tempo, patina del tempo è un termine usato solitamente nel restauro e che definisce in maniera, io penso adeguata, l'elemento di cui stiamo parlando poiché questa introduce nell'opera la problematica della memoria.

Problematica della memoria che è molto sentita ai giorni nostri anche se sono fermamente convinto che questa opera, nella dimensione in cui è stata inserita, aiuterà a non dimenticare.

 

Vorrei concludere ringraziando tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto, tutti coloro che hanno avuto il coraggio di investire su un giovane come me e tutti coloro che mi hanno dato la possibilità e l'onore di esprimermi e comunicare qualcosa che perdurerà nel tempo.

Ringrazio dunque il Rotary club di Firenze che promuove e finanzia questo progetto, la comunità ebraica di Firenze, l'accademia delle belle arti di Firenze e la compagnia “teatri d'imbarco”.

Inoltre ringrazio l'ente cassa di risparmio per il suo contributo, R.F.I., Grandi Stazioni, la regione Toscana, la provincia e il comune di Firenze.

 

Infine concludo con un ringraziamento personale a tutti coloro che, malgrado i tempi che corrono, davanti a questo monumento, avranno il coraggio di andare contro tendenza e dunque avranno il coraggio di ricordare. Grazie."

 

Repubblica

 

Corriere della sera

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La Nazione

Bozzetto per il monumento